Come nasce un progetto di ricerca? A volte bastano una buona idea, un gruppo di professionisti motivati e un’occasione per mettersi in gioco. È proprio questo lo spirito di SleepAQ, la Scuola di Formazione per la Ricerca in Medicina del Sonno promossa da AIMS.
Tra pochi giorni prenderà il via la seconda edizione di SleepAQ – Scuola di Formazione per la Ricerca in Medicina del Sonno, iniziativa promossa dall’Accademia Italiana di Medicina del Sonno (AIMS) e dedicata ai giovani professionisti interessati alla ricerca in questo affascinante ambito.
Questa notizia mi ha riportato con la mente all’estate di due anni fa, quando ho avuto la fortuna di partecipare alla prima edizione di questo progetto.
È stata un’esperienza intensa e stimolante, che mi ha permesso di confrontarmi con colleghi provenienti da tutta Italia e con alcuni dei maggiori esperti italiani di medicina del sonno. Per due giorni abbiamo alternato lezioni, discussioni scientifiche e attività di gruppo, con un obiettivo comune: imparare a trasformare le domande che nascono dalla pratica clinica in progetti di ricerca.
Uno degli aspetti più stimolanti dell’esperienza è stato sicuramente il lavoro di gruppo. I partecipanti (con formazione e provenienza molto diverse tra loro) sono stati suddivisi in quattro team multidisciplinari e, nel corso di pochi giorni, ciascun gruppo ha avuto il compito di ideare e sviluppare una bozza di progetto di ricerca da presentare alla commissione scientifica di AIMS. È stato un esercizio intenso, che ci ha permesso di confrontarci con tutte le fasi iniziali della progettazione scientifica: dalla formulazione dell’ipotesi di ricerca (“A quale domanda vogliamo provare a rispondere?”) alla definizione degli obiettivi e della metodologia.
Con grande soddisfazione, il progetto presentato dal mio gruppo, il Team B, è stato selezionato come vincitore della prima edizione di SleepAQ. Un riconoscimento per me di grande valore, un premio al lavoro di squadra, al confronto tra professionalità diverse e alla capacità di trasformare idee condivise in una proposta di ricerca concreta. I progetti elaborati durante la Scuola sono ancora oggi consultabili sul sito dell’Accademia Italiana di Medicina del Sonno: https://sonnomed.it/progetti-di-ricerca/ .
Credo che iniziative come SleepAQ siano estremamente preziose, non solo per acquisire nuove competenze metodologiche, ma anche per creare una rete di giovani professionisti accomunati dalla stessa curiosità scientifica e dalla volontà di migliorare la qualità della ricerca e, di conseguenza, dell’assistenza ai pazienti. Quell’esperienza mi ha insegnato che la ricerca non nasce solo per restare confinata ai laboratori, ma soprattutto per rispondere alle domande che ci poniamo ogni giorno accanto ai pazienti.
Sono quindi felice che questa iniziativa abbia trovato continuità con una seconda edizione. Investire nella formazione dei giovani ricercatori significa investire nel futuro della medicina del sonno, una disciplina che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento di numerose condizioni neurologiche e non solo. La seconda edizione si terrà a L’Aquila il 10 e 11 luglio 2026 e sarà dedicata al tema “Arousal e micro-arousal: dai meccanismi protettivi ai disturbi del sonno”.
Desidero ringraziare AIMS per aver ideato e portato avanti un progetto di così alto valore formativo. A distanza di due anni porto ancora con me tutto ciò che quell’esperienza mi ha insegnato, sia dal punto di vista scientifico, sia da quello umano. Sono certa che anche i partecipanti di quest’anno vivranno un percorso altrettanto ricco e stimolante. Auguro a tutti loro buon lavoro e… buon SleepAQ!


